MAZZALI (FDI): CITTADINANZA ONORARIA A ROBERTO ARCHI

Sulla proposta dell’amministrazione di Castelbelforte di conferire a Roberto Archi la cittadinanza onoraria la Sinistra solleva un inutile polverone. 
Roberto Archi ha diretto come preside per ben 44 anni l’Istituto comprensivo scolastico intitolato a Luisa Levi, che è proprio una ragazzina ebrea con una triste storia di deportazione. E questo dovrebbe già sgombrare il campo da qualunque sterile illazione su di lui.

Un uomo che si è sempre distinto per una conduzione esemplare del suo istituto, dove l’amore per la didattica e il sapere è stato sempre coniugato con la trasmissione dei valori che contano alle nuove generazioni. Formare gli alunni perché diventino persone consapevoli e mature è stato sempre l’obiettivo del preside Archi; non semplici contenitori di nozioni, ma ragazzi e ragazze pronti per le sfide del futuro, con le radici ben ancorate nella memoria del passato. 
Forse per il PD e gli altri parlamentari che si sono interessati negativamente alla vicenda, concetti come svolgimento ordinato delle attività , disciplina, e amor di patria sono roba desueta; eppure questi valori hanno retto la Scuola italiana per lungo tempo e hanno formato generazioni di discenti senza che mai alcuno venisse tacciato di intenti sovversivi o di attacco alla democrazia consolidata. 


E’ spiacevole notare come addirittura autorevoli esponenti del Parlamento nazionale abbiano levato gli scudi per contrastare la lodevole iniziativa dell’amministrazione di Castelbelforte. Probabilmente questo accade perché costoro non conoscono Roberto Archi, e non conoscendolo non ne possono apprezzare la levatura, l’impegno e l’abnegazione profusi nel suo lavoro.

Personalmente esprimo il mio compiacimento per quanto l’amministrazione di Catelbelforte si è determinata a fare. Mi auguro che venerdì prossimo Roberto Archi possa ottenere questo riconoscimento, non tanto perché egli ne abbia bisogno (infatti il suo operato e la sua storia parlano per lui), quanto piuttosto per dare un segnale a quanti si limitano alla superficie delle cose e rifiutandosi di scendere in profondità, sono disponibili a marchiare o bollare chiunque non rientri all’interno del proprio perimetro di giudizio. 
Roberto Archi non è persona che si può etichettare con leggerezza.
Sarebbe come fare un torto non solo a lui, ma anche al servizio che ha lodevolmente prestato a favore della comunità in cui ha vissuto e operato.